19 Luglio 2010 - SPECIALE - II CONFERENZA NAZIONALE SULL'ASSOCIAZIONISMO SOCIALE
“Servono interventi legislativi semplificativi, per valorizzare le potenzialità che possono venire dal mondo dell'associazionismo, in quanto si tratta di un ricco patrimonio che dobbiamo difendere”, ha detto Francesco Verbaro, segretario generale del Ministero del Lavoro, in apertura della II Conferenza nazionale sull'associazionismo sociale, promossa dallo stesso Ministero e dall'Isfol, tenutasi a Roma giovedì 15 luglio. Per Verbaro “oggi serve una rivalutazione del lavoro sotto il profilo economico e sociale” in questo senso “un grande aiuto può arrivare dall'associazionismo”.
“La crisi ha colpito duro” ha detto Marco Revelli dell'Università del Piemonte Orientale “in questo quadro la famiglia ha agito come una cassa di compensazione, redistribuendo al suo interno, il reddito tra i soggetti più deboli”, facendo ciò, ha aggiunto il professore “la famiglia ha consumato tutte le sue risorse economiche e relazionali, finendo per chiudersi in sé stessa”. La conseguenza è stata la creazione di un pesante deficit di socialità. “Questa mancanza” ha spiegato Revelli “fa dell'associazionismo un attore indispensabile, in quanto produttore di socialità, bene prezioso e raro, soprattutto in questo momento”. “E' nel dono che si manifesta la socialità” ha aggiunto il professore “in quanto lo scambio genera un rapporto tra persone”. “Ma affinché il dono sia effettivamente altruista” ha proseguito Revelli “si deve fare in modo che la mano pubblica sia presente al fine di frenare le tendenze a creare una società dove la distanza tra le persone aumenta a dismisura, perché quando il dono avviene tra individui eccessivamente diseguali si trasforma in asservimento”, occorre cioè, per il professore “mettere in campo una vigilanza critica sull'effetto dono”.
Secondo Luca Antonini dell'università di Padova “occorre uscire dal vecchio paradigma pubblico-privato, adottando una governance condivisa, favorendo il rafforzamento della sussidiarietà orizzontale”.
Il vice presidente dell'Osservatorio nazionale dell'associazionismo, Gian Paolo Gualaccini, sottolineando che bisogna “intervenire sulle zone d'ombra ancora presenti” ha illustrato le cinque proposte di riforma, contenute nel documento approvato dall'Osservatorio, che il non profit ha sottoposto all'attenzione del Ministro del lavoro. Nel dettaglio il Terzo settore chiede: di attuare una chiara riforma organica della disciplina del Libro Primo del Codice Civile, di approvare una legge per stabilizzare il 5 per mille, di far decollare l'impresa sociale, di creare un tavolo misto Ministero, Regioni e Comuni che affronti il tema dell'attuazione e della conciliazione delle norme nazionali e regionali della legge sull'associazionismo di promozione sociale (328/2000) ed infine invita il Ministero del lavoro a partecipare come garante del mondo dell'associazionismo al tavolo con l'Agenzia delle Entrate sulle politiche dei controlli fiscali nei confronti del non profit.
Claudia Montedoro, responsabile dell'Area Risorse Strutturali e Umane dei Sistemi Formativi dell'Isfol, ha invece ricordato che il “Terzo settore è un attore importante nella produzione di relazioni, in grado di tessere i fili smarriti della comunità”. La dirigente dell’Isfol ha anche presentato le prossime linee di attività nell'ambito dell'associazionismo. Esse riguarderanno: un'indagine sui cittadini che destinano il 5 per mille, una ricerca sul ruolo del non profit nella costruzione della casa del welfare e il monitoraggio delle realtà che beneficiano del contributo statale previsto dalla legge 438 del 1998.
Per il portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Oliviero, è possibile pensare a una riforma dell’attuale modello di welfare, ma facendo ciò, ha avvertito, non bisogna dimenticare i diritti delle persone più deboli.
Sul finire della giornata, Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per le Onlus, ha ribadito il fatto “che oggi c'è la necessità di recuperare la categoria della relazionalità” perché “è ciò che permette di mantenere la propria identità portandola come dono agli altri, realizzando così, opere comuni”.
Per saperne di più:
Responsabilità ed opportunità per una società attiva
Sacconi: "L'associazionismo promotore di nuova occupazione"
atti della conferenza