Dati

2010 - 2015: stima della crescita complessiva

Nel complesso, la domanda totale di lavoro dovrebbe risultare positiva per la quasi totalità delle classi professionali. In particolare, la domanda totale di lavoro sarà prevalentemente determinata da una domanda di tipo sostitutivo (per rimpiazzare i lavoratori che escono dal mercato del lavoro) piuttosto che da una domanda di tipo aggiuntivo (nuovi posti di lavoro).

Sul fronte della struttura occupazionale, anche per il prossimo quinquennio si conferma la tendenza alla polarizzazione delle professioni, peraltro già in atto da alcuni anni, che vede aumentare le professioni ad alto livello di qualifica (professioni intellettuali e tecniche) e le professioni non qualificate a scapito di quelle a qualifica intermedia (artigiani, operai, conduttori di impianti).

Per il grande gruppo dei legislatori, dirigenti e imprenditori le proiezioni al 2015 rilevano una contrazione occupazionale del 3,2%, pari ad una riduzione degli occupati di circa 30mila unità. Tale riduzione è da attribuirsi in via principale alla forte flessione dell’occupazione prevista per la classe degli imprenditori, gestori e responsabili di piccole imprese (-9,8%, circa 48mila unità), che riflette le difficoltà della piccola impresa a fronteggiare gli effetti negativi dell’attuale crisi economico-finanziaria. La flessione degli occupati prevista per questo grande gruppo è altresì alimentata da una riduzione significativa (-11%) dei direttivi nel comparto pubblico, per i quali si prevede una riduzione pari a circa 9mila unità. In controtendenza il trend occupazionale dei dirigenti delle grandi imprese private (+7,4%).

Per le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, tra il 2005 e il 2010 l’occupazione dovrebbe registrare una crescita complessiva del 5,5%, pari a oltre 138mila unità in più. La crescita sarà prevalentemente trainata da un incremento consistente di architetti, ingegneri e avvocati, per i quali si prevede un aumento complessivo di oltre 60mila addetti. Crescono anche gli specialisti in scienze matematiche, prevalentemente gli informatici (+13mila unità), gli specialisti in scienze gestionali e commerciali (+12mila unità) e gli specialisti in scienze della salute- medici e infermieri professionisti-(+14mila unità).

Così come per le professioni intellettuali, anche per le professione tecniche, è previsto per i prossimi anni un incremento occupazionale: circa 147mila addetti in più, pari ad una crescita percentuale del 3,2%. Sono previsti aumentare soprattutto gli occupati nelle professioni delle scienze quantitative, chimiche e fisiche (in particolare, informatici e tecnici dell’elettronica) con circa 31mila unità in più tra il 2010 e il 2015, i tecnici della sicurezza e della protezione ambientale e smaltimento rifiuti (+11mila unità) e gli occupati tra i tecnici paramedici (+23mila unità). E’ prevista, invece, una riduzione degli occupati nelle professioni tecniche dell’amministrazione e dell'organizzazione (-18mila unità).

Per le professioni impiegatizie, sul periodo 2010-2015, è prevista una crescita modesta: nel complesso si dovrebbe registrare un incremento di oltre 66mila impiegati (+2,5%). Tuttavia, per le diverse classi professionali, che compongono questo grande gruppo professionale, si delineano andamenti discordanti. In particolare, si prevede una crescita significativa degli occupati tra il personale di segreteria e gli operatori su macchine di ufficio (quasi 81mila unità in più), mentre è prevista una riduzione consistente di occupati per il personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e alla gestione amministrativa dei trasporti (quasi 39mila unità in meno) dovuto ad una maggiore attenzione delle imprese alla riduzione dei costi legati allo stoccaggio e alla contrazione dell’occupazione nel settore dei trasporti su strada. 

Le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi nei prossimi cinque anni dovrebbero mostrare un aumento in termini percentuali del 3,5%, per un totale di circa 140mila addetti aggiuntivi. La crescita interessa prevalentemente le professioni connesse alle attività commerciali (soprattutto nelle vendite all’ingrosso: +51mila unità) e alle attività turistiche e alberghiere, con particolare riferimento agli addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi: (+59mila unità). Tra le professioni qualificate appartenenti ai servizi, si prevede aumenteranno soprattutto le professioni qualificate nei servizi sanitari (+22mila unità circa, pari ad un incremento del 12%).

Per il grande gruppo degli artigiani, operai specializzati e agricoltori si prevede, per il prossimo quinquennio, una leggera flessione degli occupati (-0,4%), determinata prevalentemente da un calo dell’occupazione nei settori in contrazione (agricoltura, tessile e abbigliamento). Dovrebbero invece aumentare in maniera sensibile le posizioni occupazionali nell’ambito della ristrutturazione e del mantenimento degli edifici: artigiani e operai specializzati nella pulizia e igiene degli edifici (quasi 30mila unità in più), artigiani ed operai specializzati addetti alle costruzioni e al mantenimento di strutture edili (oltre 18mila unità aggiuntive) e fabbri ferrai costrutto di utensili (+39mila unità).

Il grande gruppo dei conduttori di impianti e operai semi-qualificati addetti a macchinari fissi e mobili è quello che dovrebbe sperimentare la più marcata riduzione di personale sia in termini assoluti (-86mila unità sul periodo 2010-2015), sia in termini percentuali (-4,7%). La contrazione, generalizzata a quasi tutte le professioni appartenenti a questo grande gruppo, tende ad essere più marcata per gli operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio. Gli operai dell’industria pesante e del tessile sono quelli che dovrebbero registrare le flessioni più marcate. 

Le professioni non qualificate sono il grande gruppo che ha sperimentato negli ultimi anni la maggiore crescita. Le proiezioni al 2015 confermano questo trend positivo e prevedono, fra il 2010 e il 2015, una crescita occupazionale di quasi 470mila unità, pari ad un incremento percentuale del 14%. L’aumento dell’occupazione previsto è sostanzialmente determinato da un aumento consistente delle professioni non qualificate nei servizi alla persona, con particolare riferimento al personale non qualificato addetto a servizi di pulizia, igienici e assimilati (collaboratori domestici) che si stima aumenteranno di quasi mezzo milione di unità. La crescita del lavoro domestico è imputabile sia alla maggiore flessibilità e alle novità introdotte dal nuovo contratto collettivo del 2007 sia agli obblighi di denuncia di assunzione introdotti a partire dal gennaio 2009. Per quanto riguarda le altre professioni non qualificate, si prevedono, in generale, diminuzioni più o meno marcate degli occupati. La maggiore contrazione si dovrebbe osservare per il personale non qualificato dell’agricoltura, con una flessione di oltre 30mila addetti.

Le proiezioni occupazionali di medio termine prevedono una riduzione del numero di occupati nelle Forze Armate tra il 2010 e il 2015. Tuttavia, le proiezioni per questo grande gruppo professionale vanno prese con le dovute cautele in quanto il numero di occupati nelle FA è strettamente legato a scelte politiche e di difesa che possono variare durante il quinquennio di previsione.

Tabella - Previsioni di occupazione al 2015 per i 9 Grandi gruppi professionali1

 Professioni crescita 2010-2015

1Valori riproporzionati ai dati di Contabilità Nazionale

2Previsioni al 2015: media ponderata delle proiezioni ottenute con metodo dei coefficienti fissi e con metodo delle variazioni semplici.              

Fonte: elaborazioni IRS su microdati Istat Forze di Lavoro e previsioni REF

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